Il Signore ha pietà del suo popolo.

I miei occhi sono sempre rivolti al Signore:
egli libera dal laccio il mio piede.
Volgiti a me e abbi pietà, perché sono povero e solo.
(Cf. Sal 24,15-16)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola
LETTURE:
- Prima lettura: Es 3,1-8a.13-15;
- Salmo Responsoriale: Sal 102;
- Seconda lettura: 1 Cor 10,1-6.10-12;
- Vangelo: Lc 13,1-9.
Dio non ci salva senza di noi
Due fattidi cronaca (alcuni morti in una rivolta contro i Romani, l’improvviso cedere di una torre che seppellisce alcuni cittadini) offrono a Gesù l’occasione per un appello a conversione. Il contesto immediato del brano evangelico (a partire da Lc 12,35) insiste sul tema della vigilanza e sulla lettura dei segni dei tempi, per cui vi è logica connessione tematica. Gesù da una parte vuole sfatare il pregiudizio che lega la sventura terrena a colpe personali o collettive, dall’altra dichiara che la vera disgrazia è l’impenitenza, il rifiuto della conversione.
I fatti della vita, compresa la morte, sono un linguaggio di Dio che bisogna saper interpretare, un provvidenziale avvertimento a rinnovare l’esistenza in questo tempo che è il tempo della pazienza divina. «L’anno di attesa (cf vangelo) è l’intera vita dell’uomo prima del giudizio. Dio ce la dà come il nostro tempo di conversione. Ma non intende dire: c’è sempre tempo per convertirsi; vuol ricordare invece: ogni giorno dell’anno è tempo di conversione» (Il catechismo degli adulti, p. 57). Fonte: https://www.maranatha.it/Festiv2/quaresC/QuarC3Page.htm
Spartito pdf:
https://massicumar.food.blog/wp-content/uploads/2022/03/iiit.q.c.pdf
Audio completo del Salmo Responsoriale:
