Gustate e vedete com’è buono il Signore

Figlio, bisognava far festa e rallegrarsi,
perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato. (Lc 15,32)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola o Rosaceo
LETTURE:
- Prima lettura: Gs 5,91.10-12;
- Salmo Responsoriale: Sal 33;
- Seconda lettura: 2 Cor 5,17-21;
- Vangelo: Lc 15,1-3.11-32.
Un padre attende il ritorno del figlio
La parabola del vangelo odierno mette di fronte tre protagonisti che potrebbero contendersi il titolo del brano: il padre misericordioso, il figlio prodigo, il figlio maggiore. Forse impropriamente è stata chiamata come «parabola del figlio prodigo»; in realtà il primo prodigo è il padre, talmente «prodigo nell’amore» da scandalizzare il figlio maggiore. Proprio per ipresunti giusti, impersonati dal primogenito, Gesù delinea una sconcertante immagine di Dio. Un Dio la cui paternità valica i limiti del «buon senso» e le ragioni dei «benpensanti»(scribi e farisei) al punto da suscitare la loro irritazione e da metterne a nudo l’intolleranza. In Gesù che accoglie i peccatori, gli stranieri, le donne di strada, gli esclusi, in Gesù che siede a mensa con gente disprezzata e impura si manifesta un Dio che a tutti offre la sua ospitalità, il suo perdono e la capacità di rinnovarsi perché tutti sono da lui amati. Se dunque nella parabola c’è un rimprovero, esso è rivolto al primogenito e a chi come lui pensa che l’osservanza esteriore della legge sia fonte di merito e autorizzi il disprezzo nei confronti dei fratelli peccatori. Il peccato sta anche nel servire «con l’animo del mercenario» (B. Maggioni), nel rimanere incasa senza apprezzarne il dono, nel respingere e condannare senza appello il fratello che ha sbagliato. Fonte:https://www.maranatha.it/Festiv2/quaresC/QuarC4Page.htm
Spartito pdf:
Audio completo del Salmo Responsoriale:
