Signore, vieni presto in mio aiuto.

O Dio, nostra difesa,
guarda il volto del tuo consacrato.
Per me un giorno nel tuo tempio
è più che mille altrove. (Cf. Sal 83,10-11)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde
LETTURE: Ger 38,4-6.8-10; Sal 39; Eb 12,1-4; Lc 12,49-57
- Prima lettura: Ger 38,4-6.8-10;
- Salmo Responsoriale: Sal 39;
- Seconda lettura: Eb 12,1-4;
- Vangelo: Lc 12,49-57.
MEDITATIONE: Tenere fisso lo sguardo su Gesù, come ci invita a fare la lettera agli Ebrei, significa anche fissarlo sul suo desiderio, che traspare dal vangelo di Luca. Nelle parole di Gesù emergono, peraltro, sia il desiderio – «quanto vorrei» – sia l’angoscia – «come sono angosciato» –. Questo ci sorprende, perché immaginiamo il desiderio come una dinamica sempre appagante, gratificante, luminosa. Al contrario, il compimento del desiderio esige spesso una spoliazione di sé, una rinuncia. Il desiderio di Gesù non coincide con la ricerca del proprio bene, ma del bene di molti. La divisione che egli viene a portare sulla terra scende così nella profondità del cuore di ciascuno, per discernere ciò che in esso è secondo il desiderio di Dio e ciò che invece rimane ricerca del proprio utile o del proprio vantaggio. Nella prima lettura, Ebed Mèlec ha il coraggio di porre una spada di divisione tra la propria coscienza e la volontà dei notabili del suo popolo e dello stesso re Sedecìa. Espone la propria vita al rischio pur di liberare Geremia da una morte certa. Ecco la vera pace che siamo chiamati a vivere. Non quella che ci consente di rifugiarci in una facile indifferenza, ma quella che ‘non ci dà pace’ finché la nostra responsabilità verso gli altri non abbia generato frutti di vita, anziché di morte. Fonte:http://www.monasterodumenza.it/vr/index.php?option=com_k2&view=itemlist&task=user&id=62:administrator&lang=it&limitstart=30
Spartito pdf:
Audio completo del Salmo Responsoriale:
