
A te, Signore, innalzo l’anima mia,
mio Dio, in te confido: che io non resti deluso!
Non trionfino su di me i miei nemici!
Chiunque in te spera non resti deluso. (Sal 24,1-3)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola
Letture:
- Prima lettura: Ger 33,14-16
Farò germogliare per Davide un germoglio giusto. - Salmo responsoriale: Sal 24
A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido. - Seconda lettura: 1Ts 3,12-4,2
Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della venuta di Cristo. - Vangelo: Lc 21,25-28.34-36
La vostra liberazione è vicina.
Commento:
La Redenzione è Vicina
La padronanza sempre maggiore dell’uomo moderno sulle realtà del mondo, la capacità di «possedere» gli avvenimenti e di ridurli a qualcosa di prevedibile, non lasciano posto per la «vigilanza» nel senso biblico della parola, ma solo per la «previdenza».
Il compito che attende tutti gli uomini di oggi è complesso: si tratta di trasformare il mondo, di promuovere le strutture che lo rendano abitabile dall’uomo, di inventare e re-inventare continuamente per superare le grandi sfide che si impongono all’umanità di oggi: la fame, la guerra, l’ingiustizia… Arriverà il giorno in cui tutto sarà previsto e nulla potrà più disturbare la sicurezza umana? L’uomo antico sentiva che gli mancavano le risorse per arrivare da solo al compimento dell’avventura umana, e in questa povertà scopriva il Dio che salva. Il popolo ebreo si sentiva guidato da Iahvè nella fedeltà all’alleanza e ne attendeva vigilante la venuta: «Io realizzerò le promesse…» (v. 14) (prima lettura).
Per i primi cristiani l’evento storico di Gesù di Nazaret manifestava talmente «il Signore che viene» da mobilitare dinanzi a lui tutta la loro attenzione e tutte le loro energie (seconda lettura).
Gesù di Nazaret appariva il vigilante per eccellenza; suo cibo era fare la volontà del Padre che lo aveva mandato; la sua vigilanza si traduceva nell’interrogare con realismo gli avvenimenti e nell’accogliere l’oggi di Dio nella storia degli uomini.
Nell’attesa della sua venuta
La celebrazione dell’Eucaristia colloca chi vi partecipa in stato di attesa del Signore, e insieme realizza quel lento e paziente ritorno del Signore nella storia dell’umanità e di ogni uomo, fino a «quando verrà di nuovo nello splendore della sua gloria». Partecipare all’Eucaristia con la convinzione che il ritorno del Signore è cosa estranea alla storia degli uomini perché vanificherà ogni sforzo umano con la sua subitaneità, è mentire all’Eucaristia fatta dal pane e dall’amore dell’uomo stesso; è non capire il vero significato del ritorno del Signore.
Il Regno, nel suo divenire, è presente; si tratta di imparare a scoprirlo. Chi è vigilante si preoccupa dell’estensione del Regno del Figlio dell’uomo, così da scoprirlo in germe in ciascuno ed in tutti.
Fonte: https://www.maranatha.it/Festiv2/avvento/avvC1Page.htm

Proposta canti:
- Canto d’ingresso: A te, Signore, innalzo l’anima mia (Cumar M.);
- Accensione I Candela: Maranathà (Frisina);
- Kyrie (Gregoriano Messa XVII);
- Salmo Responsoriale: Cumar M.;
- Alleluia: Cumar M. Do Maggiore n 2;
- Offertorio: Su questo altare;
- Santo: Bonfitto;
- Agnello di Dio: Cumar M. (Piccola Messa in Do Maggiore);
- Comunione: Ci nutri alla tua mensa;
- Congedo: Sotto il tuo manto.
Audio e spartito Pdf:

Salmo Responsoriale:
Spartito pdf:
Audio completo:
