Liturgia Trasfigurazione del Signore – 6 Agosto: commento letture, Canti e Salmo Responsoriale.


Antifona d’ingresso
Nella nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato:
in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». (Cf. Mt 17,5)

Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco    S0806C ;
Scheda Agiografica: TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE (ANNO C)

Commento:

Commento al Vangelo Mc 9, 2-10

La luminosa festa della Trasfigurazione di cui oggi facciamo memoria ci porta idealmente sul monte Tabor, luogo dove i discepoli devono apprendere una lezione indimenticabile:

«Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento”.

È la paura a suggerire a Pietro questa soluzione. È la paura che ci fa cercare rassicurazioni persino nella fede. “Tre capanne”, per tenere sotto controllo ciò che non si può tenere sotto controllo, cioè il Mistero. Ma avere fede non significa piantare una tenda come una certezza che ti rassicura. Significa invece “ascoltare” il Figlio Amato:

«Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!».

E il messaggio di questo Figlio è di una semplicità disarmante: scendere da quella montagna! A noi non piace scendere. A noi non piace la “cruda realtà” della nostra vita. Vorremmo sempre effetti speciali. Ma nessuno può arrivare a capire la Pasqua se non “scende”. La teologia chiama questo processo kenosis, ed è la via tracciata da Gesù.

Il significato della vita non è nella fuga dalla realtà, ma nel fondo della realtà. Bisogna bere fino in fondo tutto il calice amaro di quello che siamo, che stiamo vivendo, che ci sta accadendo per poter seguire davvero il Figlio di Dio, non ci sono alternative.

Nessuno può dire di ascoltare il Figlio se non prende sul serio ciò che in questo momento sta vivendo, la sua nuda e cruda realtà. Ma non con un ascolto qualsiasi, ma con un ascolto di amore. È sempre difficile scendere dal Tabor, perché è sempre difficile amare ciò che c’è e non ciò che vorremmo ci fosse.

Ma il discepolato è esattamente seguirlo con fiducia in questa fatica. Il cristianesimo è vivere a modo Suo non a modo nostro. Solo così si riesce a scavallare un altro monte, il Calvario. È solo seguendolo con questa fiducia che si arriva oltre ciò che sembra la fine. È solo così che dal buio si passa alla luce della Pasqua.

Fonte: https://www.apostolidelcuoreimmacolatodimaria.it/vangelo-e-santo-del-giorno/6-agosto-2024-vangelo-e-commento-di-don-luigi-maria-epicoco/


Canti:

Ingresso: Canto Cumar M.

Offertorio:

Comunione:

Congedo:

Quello che abbiamo udito (F. Buttazzo)

Salmo Responsoriale:

Spartito pdf:

https://massicumar.food.blog/wp-content/uploads/2025/08/salmoresponsorialetrasfigurazionedelsignore-_250804_195058.pdf

Audio:

Pubblicato da massi.cumar

Elettricista, ma nel tempo libero organista presso la Parrocchia di S. Stefano P. M. di Bracciano. Ho studiato pianoforte con il Maestro Massimo Di Biagio, Direttore del Coro Polifonico di Bracciano dove canto da oltre 25 anni e dove curo le prove a voci separate dei Tenori e Bassi. Dopo che ho accompagnato per circa 8 anni (dal 1999 al 2007) il Coro Giovanile del Coro Polifonico, mi sono dedicato, da autodidatta, allo studio dell' Organo. Da oltre 20 anni presto il mio servizio nella Liturgia domenicale e nelle varie Solennità insieme a mia moglie. Sempre insieme portiamo avanti il progetto del Coro Parrocchiale cercando di trovare canti liturgici sempre più attinenti al rito o alla liturgia che si sta celebrando. A tal proposito ho seguito il corso triennale (2015-2018)di Musica Liturgica on-line promosso dalla CEI persequendo il Diploma finale di Animatore base con il voto di 96/100. Sempre da Autodidatta mi dedico all'altra passione che è l'armonia e la composizione.

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