
Rallegrati, Gerusalemme,
e voi tutti che l’amate radunatevi.
Sfavillate di gioia con essa,
voi che eravate nel lutto.
Così gioirete e vi sazierete al seno delle sue consolazioni. (Cf. Is 66,10-11)
Commento:
Niente esiste o può resistere senza luce.
Quando una nuova vita nasce o si realizza qualche bella idea si dice che “è venuta alla luce”. La luce permette di vedere, di conoscere, ma anche di vivere, si pensi ai benefici della luce del sole per il corpo umano.
Quando qualcuno sragiona, diciamo che “perde i lumi della ragione”, cioè non ha la capacità di vedere le cose giuste da dire o da fare.
Chi vive senza luce, insomma, è morto. Ecco perché una gravidanza non può continuare per sempre (il feto non ha luce) ma quella vita per realizzarsi deve venire alla luce.
È interessante come sia necessario il passaggio dal buio alla luce: quando moriamo, in attesa della visione della luce eterna, passiamo dal buio delle tenebre. In questo buio possiamo restarci, ma se l’ultimo respiro lo doniamo a Cristo, unico salvatore, e gli affidiamo il nostro grido come quello del cieco nato, “credo Signore”, Egli verrà a prenderci dall’abisso delle tenebre per portarci a vivere nella luce del Risorto.
Fonte: https://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=59115
Canti:
- Ingresso: Rallègrati Gerusalemme (Cumar M.);
- Offertorio: Silenzio opp. Se m’accogli (Sequeri. P.);
- Comunione: Gustate e vedete (Frisina);
- Congedo: Ti seguirò.
Salmo Responsoriale.
Spartito pdf:
Audio (Ritornello):
