Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.
Una sola cosa è necessaria;
Maria ha scelto la parte migliore. (Cf. Lc 10,42)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde
LETTURE:
- Prima lettura: Gn 18,1-10;
- Salmo Responsoriale: Sal 14;
- Seconda lettura: Col 1,24-28;
- Vangelo: Lc 10,38-42.
Casa cristiana casa ospitale
In tutte le antiche civiltà, specialmente fra i popoli nomadi, l’ospitalità è sacra, è un atto religioso.
L’ospite: una presenza misteriosa
Israele invece fa non più una lettura religiosa dell’ospitalità, ma una lettura di fede: lo straniero è un memoriale vivente, gli ricorda che un tempo fu straniero e schiavo in Egitto, che fu pellegrino nel deserto e che è di passaggio sulla terra.
Nel racconto di Abramo (prima lettura) lo straniero è l’«altro» che rimanda a quell’«Altro» per eccellenza che è Dio. Il Dio della fede è il «Forestiero », «l’Assolutamente-Altro», e che tuttora è vicino, che visita l’uomo e sconvolge la sua vita.
Quando il Vangelo ci avrà svelato tutto ciò che implica l’accoglienza dell’altro, l’ospitalità scoprirà il suo vero volto.
Nel Vangelo Gesù appare come ospite. A più riprese è invitato nella casa dei pubblicani e dei peccatori (Zaccheo: Lc 19,5-10), dai quali è accolto in modo premuroso e disinteressato. La sua presenza tra essi è il segno vivo dell’amore di Dio per loro, un invito alla conversione. Mangiare insieme è un segno di comunione. Per mangiare insieme a Cristo nella verità bisogna convertirsi. Dai farisei Gesù non è accolto così; la sua presenza a casa loro è piuttosto un giudizio. Fonte:https://www.maranatha.it/Festiv2/ordinC/C16page.htm
Spartito pdf:
Audio completo del Salmo Responsoriale:
