
Sia benedetto Dio Padre
e l’unigenito Figlio di Dio
e lo Spirito Santo;
perché grande è il suo amore per noi.
Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco CP100 ;
Scheda Agiografica: SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO C)
Commento:
Nella prima lettura l’autore scrive che la creazione è affidata all’uomo, ma è uscita dalle mani e dal cuore di Dio. L’autore sacro immagina la sapienza – realtà misteriosa – come una giovane fanciulla che accompagna in ogni momento l’opera creatrice di Dio. Il Nuovo Testamento vedrà in questa personificazione della Sapienza – che era già generata prima che la terra fosse – un simbolo e un’anticipazione del Figlio di Dio, che si incarna e viene nel mondo. Ebbene, la creazione manifesta la gloria di Dio e l’uomo, contemplandola, si scopre piccolo, ma grande agli occhi del Signore, che lo ha reso, come recita il salmo responsoriale, signore e custode della sua opera meravigliosa. Però, dopo la rottura compiuta dall’uomo con il peccato Dio, scrive san Paolo nella lettera ai Romani, ha mandato a noi il suo Figlio e ha donato il suo Santo Spirito per salvarci. Possiamo vantarci di fronte a Dio, dunque, non delle nostre opere, ma dei suoi doni che ci salvano.
Ed infine nel vangelo, che è un breve frammento del lungo discorso che Gesù tenne ai suoi apostoli la sera del Giovedì santo, nel cenacolo, l’evangelista scrive che il Signore, che già tante volte aveva parlato loro del Padre, cercando di svelare il suo volto – ma era un discorso troppo difficile per gli apostoli -, anche adesso non glielo nasconde: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso». Ciò significa che gli apostoli non sono in grado di portare il peso della croce di Gesù, cosa che si vedrà chiaramente durante la Passione. Per questo, compito dello Spirito sarà quello di aiutare i discepoli a comprendere e ad accogliere interamente l’insegnamento e l’opera di Gesù. Solo dopo la Pentecoste, con la venuta dello Spirito, gli apostoli comprenderanno il significato di queste parole, infatti, il Signore nell’ultima cena glielo preannuncia: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Noi viviamo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Non sempre ci pensiamo, ma la nostra vita è immersa nel mistero della Trinità. Al fonte battesimale il ministro sacro, versando l’acqua sul nostro capo ha detto: «Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»; quando ci vengono rimessi i peccati il sacerdote dice: «Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». Anche quando gli sposi sono congiunti in matrimonio e i sacerdoti sono consacrati a Dio, si pronunciano le Tre Persone divine. Perfino sul letto di morte, il sacerdote pronunciando le parole della liturgia dice: «Parti anima cristiana da questo mondo: nel nome del Padre che ti ha creata, del Figlio che ti ha redenta, dello Spirito Santo che ti ha santificata». Inoltre, ogni volta che facciamo il segno di croce e recitiamo il gloria al Padre, noi menzioniamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Dunque Dio è sempre presente in noi però, il più delle volte, come i due discepoli di Emmaus, non lo riconosciamo perché siamo distratti. Chiediamo al Signore che apra i nostri occhi e ci aiuti a intravedere il volto di Dio riflesso in noi stessi e nei nostri fratelli.
Fonte:
Commento nella solennità della Santissima Trinità Anno C (12 giugno 2022)
Canti:
- Ingresso: Noi canteremo gloria a te;
- Gloria: Cumar M. (Piccola Messa in Do Maggiore);
- Salmo Responsoriale (Cumar M. );
- Alleluia: Cumar M. (Do Maggiore n 2);
- Offertorio: Benedetto sei tu Signore (Frisina);
- Santo: Cumar M.;
- Dossologia con Amen Polifonico;
- Agnello di Dio: Cumar M.;
- Comunione: Inno alla Trinità (Frisina);
- Congedo: Inno Giubileo 2025

Salmo Responsoriale.
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